Un “certificato verde” può far ripartire il turismo?

Un “certificato verde” può far ripartire il turismo?

Il settore del turismo è uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19. Il blocco degli spostamenti ha drasticamente interrotto i flussi turistici in giro per il mondo, ma la vaccinazione sta aprendo nuove possibilità per superare in sicurezza i vincoli imposti dalle restrizioni.

La Commissione europea ha proposto l’istituzione di un documento in formato digitale, il “green digital pass” o “certificato verde”, che attesta l’avvenuta vaccinazione del possessore, la presenza di un test negativo o l’avvenuta guarigione dall’infezione da Covid 19.

In sintesi:

  • documento digitale
  • gratuito
  • valido in tutta l’Unione Europea
  • interoperabile con altri sistemi non comunitari
foto di AJEL da Pixabay

Il “green digital pass” sarà un semaforo verde per la libera circolazione dei suoi possessori all’interno dell’Unione Europea, agevolando in modo significativo gli spostamenti in sicurezza all’interno dei confini comunitari, grazie alla possibilità di attestare l’immunizzazione del cittadino o la sua remota possibilità di trasmettere il virus.

Il certificato potrebbe essere uno strumento fondamentale per rilanciare il turismo consentendo una più agile gestione dei flussi turistici nel rispetto delle indicazioni per il contrasto all’emergenza, per tale motivo  la proposta della Commissione è fortemente richiesta dai Paesi a forte vocazione turistica, come l’Italia, soprattutto nell’ottica di salvare la stagione estiva, ma ad oggi ci si aspetta ancora una forte discussione in ambito comunitario per scongiurare qualsiasi rischio che minacci la privacy, la sicurezza dei dati e le libertà individuali.

Ad ogni modo per garantire il principio di non discriminazione dei cittadini, il possesso del certificato verde non sarà  condizione preliminare obbligatoria per la libera circolazione in Europa, bensì uno strumento per agevolare la circolazione agendo, ad esempio, sull’esonero dal periodo di quarantena obbligatorio al rientro da uno Stato estero. I non possessori del pass potranno continuare a circolare in Europa, fatte salve le disposizioni di sicurezza, quali test, autoisolamento ecc…

Infine, il certificato verde dovrebbe essere compatibile con altri sistemi al di fuori dall’Unione Europea per agevolare il flusso di circolazione dei turisti in entrata ed uscita, nel rispetto degli standard sanitari e di sicurezza comunitari.

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